Chiude a meta marzo la Coop di via Caduti
28 Febbraio 2025 | Inserito da Ombretta T. Rinieri under Aziende, Commercio, Cronaca, Economia, Sociale, Territorio |
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CRISI – Il presidente del cda all’assemblea: “Insostenibile andare avanti. Troppo elevate le perdite”
ARESE – Il 15 marzo 2025 chiude in via Caduti il minimarket della Cooperativa Agricola Edificatrice di Arese. Stando alla relazione del presidente del cda Marco Carcano, tenuta sabato 22 febbraio all’assemblea dei soci, la drastica decisione presa dal cda è dovuta alla necessità di salvaguardare i conti del gruppo. Dei due rami di attività, a cessare è infatti il solo negozio alimentare, mentre resta in piedi la gestione immobiliare dei diciannove appartamenti di proprietà indivisa assegnati ad altrettanti soci. In sintesi, il bilancio d’esercizio della Cooperativa presenta uno stato patrimoniale buono (gli immobili) e un conto economico pessimo a causa dell’alimentare.
Varie le ragioni. Una la clientela. Sugli oltre mille soci iscritti, coloro che realmente si recano al minimarket per acquisti in modo saltuario sarebbero quattrocento, ma quelli con una frequenza assidua solo una settantina, per lo più anziani. L’altro problema, lamentato dai clienti secondo un giro di interviste a campione del “Notiziario”, sarebbero anche i prezzi più alti rispetto ad altri punti vendita come per esempio l’Eurospin.
Stando a una rilevazione contabile, già del 2020, anno dell’arrivo di Carcano alla presidenza, il minimarket lavorava in perdita: il punto di pareggio (né guadagni-né perdite) si aggirava attorno al 1.250mila euro, mentre i ricavi dell’alimentare non andavano oltre il milione di euro con la conseguenza che le entrate degli affitti compensavano le perdite del negozio.
Paradossalmente gli anni del Covid 2020-2021 con i ripetuti lockdown sono stati per il minimarket un toccasana, perché le persone si sono servite di più dei negozi di prossimità e questo, assieme alla sospensione del pagamento dei mutui, ha consentito di tirare avanti. Ma con la ripresa della normalità, dalla metà del 2022 la situazione è tornata a peggiorare.
A fine novembre 2024 il minimarket ha registrato un fatturato annuo di poco meno di 700mila euro con una perdita anno su anno intorno al 20-25 per cento, allontanando il punto di pareggio. Cui si sarebbe aggiunta anche la situazione della gestione immobiliare.
“Anch’essa – ha sottolineato Carcano – presenta delle criticità a causa dell’altissimo costo dei mutui: sui ricavi complessivi derivanti dalle locazioni degli appartamenti e del bar che si aggirano intorno ai 180mila euro annui, il mutuo annuo è di circa 138mila e pesa per il 77 per cento delle entrate. Ho chiesto la rinegoziazione del mutuo, ma la banca ha difficoltà a rifinanziarlo. Il suggerimento avuto da più parti è stato quindi quello di chiudere il negozio, anche per la maggiore concorrenza che si è venuta a creare con l’arrivo di Eurospin, Tigros, MD eccetera. Vendendo il negozio che è fonte di perdita, la banca rinegozia il mutuo”.
Chiusura che però il cda ha temporeggiato di fare considerando il servizio sociale verso gli anziani e la necessità di salvaguardare l’occupazione dei quattro dipendenti rimasti. Nel frattempo si erano infatti dimessi per ragioni proprie il salumiere e il macellaio (non sostituiti al fine di contenere i costi il più possibile), mentre per un’altra dipendente andata in pensione si faceva avanti il problema tfr.
Il cda ha quindi aperto un nuovo fido bancario per avere un piccolo polmone finanziario, ha ritardato alcuni pagamenti al Consorzio acquisti Coop che fornisce la merce, ha predisposto un piano di rateizzazione dei debiti e ha venduto tre box (su undici, otto sono indivisi e non si possono vendere) e, per non chiudere il minimarket, ha tentato di trovare imprenditori che se ne prendessero carico. Ma senza successo.
“Siamo andati avanti galleggiando – ha detto Carcano – ma ora la situazione è insostenibile. Mentre due anni fa il mio problema era mantenere un servizio, adesso il mio problema è mettere in sicurezza la Cooperativa, non il negozio. Perché andando avanti così si rischiava di ledere lo stato patrimoniale. Chiudendo e anche senza affittarlo, per la Cooperativa c’è già un vantaggio”.
Ora le soluzioni prospettate all’assemblea sono le seguenti: proporre i locali in affitto al mondo dei servizi (assicurazioni, previdenza integrativa, viaggi, ecc); dividere i 250 mq dei locali dandone 150 mq per un’attività tipo scuola di danza (pare ci sia un’offerta in tal senso) o showroom e destinare gli altri 100 mq al mantenimento di un piccolo negozio alimentare di prossimità, affittandolo in una logica di conduzione familiare per continuare a dare il servizio a talune fasce della popolazione.
Carcano lavorerà su queste possibili soluzioni fino alla fine del suo mandato, che scade nel giugno 2026.
Ombretta T. Rinieri
Articolo pubblicato su “Il Notiziario” del 28 febbraio 2025 a pag. 58