Addio a Giovanni Pellegrino: Anc in lutto
7 Febbraio 2025 | Inserito da Ombretta T. Rinieri under Associazioni, Cronaca, Cultura, Impegno civile, Personaggi, Volontariato |
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A 93 anni – E’ stato giudice di pace a Milano e a Rho. A suo padre Carlo fu dedicata la sezione Anc di Arese
ARESE – L’Associazione nazionale Carabinieri di Arese, che con dicembre ha chiuso i battenti dopo trentotto anni d’attività sul territorio, ha perso la mattina di sabato 25 gennaio il suo più illustre rappresentante. Si è spento serenamente all’età di 93 anni Giovanni Pellegrino, figlio di quel Carlo Pellegrino cui la sezione cittadina dell’Anc era intitolata e che, da ufficiale maggiore dell’Arma, si distinse a Rodi Egeo durante la II guerra mondiale per aver salvato nel corso del suo comando decine di ebrei e, dopo l’8 settembre 1943, molti civili e militari italiani dalla deportazione nei campi di concentramento tedeschi.
Giovanni Pellegrino, nato a Termini Imerese in provincia di Palermo il 29 luglio 1931. Raggiunse il padre a Rodi insieme alla sorella e alla madre insegnante Giuseppina Santelli nel ’41 e da bimbo visse il periodo dei bombardamenti e delle fughe nei rifugi nonché la paura dei caccia tedeschi attorno all’aereo di linea che lo riportava in patria nel ’43.
La famiglia Pellegrino si stabilì in Puglia, tra San Severo e Cerignola dove Carlo comandava la caserma. Giovanni, presa la laurea in giurisprudenza a Bari, frequentò la scuola ufficiale dei carabinieri e divenne sottotenente. Congedatosi e sposatosi nel 1960 divenne dirigente della Vittoria assicurazioni e si trasferì, prima a Como per un paio d’anni, poi a Foggia, dove tra il ’62 e il ’74 nacquero i suoi cinque figli Mariagrazia, Giuseppina, Carlo, Paola e Francesco, e infine da quell’anno ad Arese. Avvicinandosi alla madre e al padre già da tempo trasferitisi a Milano.
I carabinieri sono carabinieri sempre. Nell’87 Carlo Pellegrino (nel frattempo trasferito anch’egli ad Arese), Vito Iandiorio e Antonio De Lorenzis fondano la sezione Anc dove anche Giovanni darà il suo fattivo contributo, tanto che alla cerimonia funebre celebrata lunedì 27 gennaio in chiesa ‘Maria Aiuto dei Cristiani’, i figli ne hanno ricordato l’impegno deponendo sul feretro il colletto e il cappello, simboli dell’associazione.
Andato in pensione, Giovanni Pellegrino ha ricoperto per nove anni la carica di giudice di pace, prima a Milano e poi a Rho. “E’ stato il periodo della sua vita che gli ha dato più soddisfazione, – racconta la figlia Mariagrazia – poi raggiunti i settantacinque anni l’hanno costretto a lasciare per raggiunti limiti d’età. Ne andava orgoglioso: ‘Quante sentenze ho scritto’, diceva”.
Legato alla famiglia e in particolare ai suoi sei nipotini, Giovanni Pellegrino era un uomo di cultura dai mille interessi e amava la convivialità. “Leggeva moltissimo – continua Mariagrazia – aveva una passione smodata per la musica classica e con mio fratello andava in estate ai concerti a Legnano e sul Lago d’Orta, con gli amici della sua stessa età parlava di politica e scherzando dicevano: ‘Abbiamo sistemato il mondo noi’, ‘Abbiamo messo a posto tutto’. Gli piaceva il tennis e nell’ultimo periodo seguiva le partite di Iannik Sinner in tv”.
Presente in chiesa per l’ultimo saluto il maresciallo Antonio De Lorenzis in rappresentanza dell’Anc. De Lorenzis spesso andava a trovare a casa Pellegrino. “Facevamo le nostre chiacchierate – racconta De Lorenzis – ma negli ultimi tempi faceva fatica a parlare e non riusciva più a muoversi. Mi è dispiaciuto tanto”. Il dispiacere sincero di quando si perde un vero amico.
Ombretta T. Rinieri
Articolo pubblicato su “Il Notiziario” del 7 febbraio 2025 a pag. 58