Richiesta di rinvio a giudizio? In consiglio scoppia il caso
31 Gennaio 2025 | Inserito da Ombretta T. Rinieri under Cronaca, Giudiziaria, Locale, Politica |
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LITE – Il sindaco non comunica su una presunta possibilità di costituzione in giudizio di parte civile, la minoranza s’infuria
ARESE – Martedì 28 gennaio il consiglio comunale aveva in programma l’approvazione del regolamento comunale per la pubblicazione del periodico “Aresium, il bilancio pluriennale 2025-27, l’aggiornamento del dup 2025-27, i tassi di copertura dei servizi a domanda individuale, il piano 2025 delle alienazioni e valorizzazioni del patrimonio immobiliare, la verifica delle proprietà comunali da destinare a residenze pubbliche, alle attività produttive e terziarie.
Invece è accaduto che l’opposizione attendeva al varco il sindaco Luca Nuvoli per vedere se avesse dato conto sull’eventuale costituzione di parte civile del Comune nell’ambito di un procedimento giudiziario. Comunicazione attesa e non arrivata.
Così le forze di minoranza , fatto mielina, una volta approvato il nuovo regolamento sull’Aresium che consentirà loro uno spazio nel periodico comunale, sono passate all’attacco.
“Il sindaco non ha comunicazioni da fare? – ha esordito Roberta Tellini delle civiche – Proprio in virtù delle non comunicazioni che il sindaco ha da fare… chiedo al sindaco di sapere se le voci che si sentono riguardo un rinvio a giudizio legato a fatti inerenti temi già trattati, sia sulla stampa che in questo consiglio comunale relativamente a ipotesi di conflitti di interessi ed altre situazioni simili legate evidentemente a un amministratore o ex amministratore, corrisponde al vero. Qualora fosse vero immagino che rinvii a giudizio comporti anche la necessità di valutare da parte dell’ente di costituirsi parte civile. Se ciò corrisponde al vero, mi chiedo anche come la cosa non sia stata comunicata a questo consiglio comunale … Il tema è sulla bocca di tutti, ne parla tutto il paese… se fosse vero e se venisse confermato dal sindaco… riteniamo che sia un fatto politico molto grave, ma ancor più grave il fatto che non sia stata data comunicazione a noi…”.l
“Sarò lapidario – le ha risposto Luca Nuvoli – visto che poi si parla di pettegolezzi. Posso dire con certezza che non ci sono rinvii a giudizi ad oggi, né che riguardano membri dell’attuale amministrazione né che riguardino ex amministratori, visto che noi siamo chiamati a rispondere poi per questioni e ruoli di carattere politico. Questo è quanto”.
I gruppi consiliari Fdi, Lega e Civiche Tellini (Fi assente), non soddisfatti della risposta, hanno quindi lasciato l’aula con i lavori in corso d’opera.
A seguire, mercoledì 29 gennaio, le forze d’opposizione e di maggioranza hanno emesso ognuna un proprio comunicato stampa dando la propria versione sull’accaduto.
Nel suo comunicato l’opposizione parla senza mezzi termini di “un’ ipotesi di reato” che si sarebbe determinata “in virtù di atti prodotti da e per un congiunto di un assessore”.
“Noi – dicono – abbiamo chiesto di confermare o smentire la costituzione in giudizio a tutela dell’ente e di chiarire, in sostanza, i fatti. Il sindaco… ha detto che non gli risulta il rinvio a giudizio di un assessore o ex assessore….non era la domanda! Le domande a cui il sindaco avrebbe dovuto rispondere erano: è stato notificata al comune la richiesta di rinvio a giudizio in quanto parte lesa? Se si: riguarda parenti o affini di un assessore? Se si, quale è il reato contestato? Il reato è legato a questioni di parentela che hanno anche determinato conflitti di interesse che hanno portato (dopo la nostra interrogazione) all’annullamento di atti in autotutela?”.
Domande così precise e puntuali che però in aula martedì non sono state formulate, lasciando pertanto al primo cittadino la possibilità di parlare di politici e non di parenti. Questo purtroppo è uno di quei casi in cui il consiglio comunale dà ai cittadini presenti o in collegamento streaming l’impressione di essere un luogo dove gli “addetti ai lavori” sanno tutto di tutti a detrimento della trasparenza.
Ora, Interpretando la questione fra le righe, parrebbe che il parente di un ex assessore sia stato sottoposto a indagine giudiziaria e che il comune abbia la possibilità di costituirsi parte civile. Ma, nel mistero c’è un altro mistero. È il pubblico ministero che terminate le indagini ha chiesto il rinvio a giudizio formulando al Comune l’invito a costituirsi parte civile? O è il Giudice per l’udienza preliminare che ha già deciso il rinvio a giudizio per cui il comune potrebbe essere “obbligato” a costituirsi parte civile? A decidere il rinvio a giudizio è infatti il gup e non il pm.
In aula il sindaco ha scelto di non chiarire. Probabilmente tenendo conto che il ‘parente’ è un ‘privato cittadino’. Scelta portata avanti anche dalla sua maggioranza, la quale nel comunicato non ha toccato il punto in questione limitandosi a criticare l’opposizione per l’abbandono dell’aula nonostante gli importanti punti all’odg.
L’opposizione promette di chiedere la convocazione della commissione Antimafia per “ripristinare i principi di giustizia e correttezza che dovrebbero regolare l’attività amministrativa” dato che “la costituzione di parte civile del comune in un procedimento penale che lo vede parte lesa” pare essere “un atto doveroso a tutela dell’interesse comune, non di una fazione politica, a prescindere da chi governi”.
Ombretta T. Rinieri
Articolo pubblicato su “Il Notiziario” del 31 gennaio 2025