ARESE – Nella seduta consiliare del 30 aprile scorso, il presidente del consiglio comunale Edoardo Buroni ha inteso ricordare nella sua veste istituzionale le ricorrenze della ‘Festa della Liberazione’ del 25 aprile e la ‘Festa dei Lavoratori’ del 1° Maggio.
Di seguito due estratti
Festa della Liberazione.
“…La ricorrenza del 25 Aprile è la la festa della Liberazione, della più concreta e specifica liberazione dell’Italia dalla criminale e antidemocratica dittatura fascista con la connessa occupazione nazista che ne conseguì, resa possibile solo grazie al coraggio e al valore spesso pagati con il sangue di quanti hanno variamente concorso ai movimenti della Resistenza partigiana che ha unito masse e intellettuali di ispirazioni politiche tra loro anche molto differenti, ampie e variegate.
Non sarebbe quindi corretto considerare e tramandare la Resistenza e la Liberazione dal nazifascismo, la loro memoria e la loro eredità, come fossero appannaggio di una sola parte politica e men che meno di una parte minoritaria e univocamente ideologizzata del Paese.
Al contrario la storia dell’Italia repubblicana ha per molti decenni dimostrato come il patrimonio dell’antifascismo sia stato il punto di contatto e di unione di tutte le forze e di tutti i partiti, che hanno variamente concorso anche da visioni e posizioni eterogenee o perfino tra loro alternative alla vita democratica e al progresso civile del nostro Paese. A partire dal momento dell’elaborazione della nostra Costituzione, che legittima e avvalora gli incarichi politico-istituzionali e amministrativi che ciascuno di noi svolge in questo contesto assembleare e alla quale ha giurato fedeltà, anche a nome nostro, il sindaco Nuvoli nella cerimonia di insediamento dell’attuale consigliatura.
Ecco perché la commemorazione della Liberazione e il valore dell’antifascismo non possono che essere tuttora attuali e non possono che essere condivisi da chiunque come ciascuno di noi ricopre un incarico politico istituzionale alla Repubblica Italiana.
Certo a 79 anni di distanza da quel 25 Aprile 1945, è giusto fare i conti in modo più distaccato e oggettivo con la storia e con la sua complessità. E’ quindi corretto provare pietà e rispetto umani per tutti i morti causati dalla guerra civile che ha insanguinato l’Italia di allora. E’ giusto non pretendere di giudicare l’insondabile profondità della coscienza di quanti erano magari davvero intimamente e sinceramente convinti a torto di battersi per il bene della società e sarebbe sbagliato negare o ignorare singoli episodi, anche molto gravi ed esecrabili verificatisi nel corso della Resistenza. Ma tutto questo non può in alcun modo sminuire o alterare l’alto valore della Resistenza stessa e della liberazione dal nazifascismo perché in quel momento si stavano scontrando una parte che combatteva per la libertà, per la democrazia, per il progresso civile e una parte che invece voleva difendere il perdurare di una dittatura repressiva, razzista, belligerante, sanguinosa e iniqua.
Se siamo qui a rappresentare i cittadini di Arese e se possiamo offrire il nostro contributo nei rispettivi ruoli per concorrere al bene comune del nostro territorio secondo le regole democratiche con le legittime e inviolabili divergenze di pensiero e di proposte operative, lo dobbiamo al successo della lotta di Liberazione dal nazifascismo di cui dunque abbiamo tutti il dovere di tenere viva e di salvaguardare la memoria e alla quale dobbiamo tutti guardare con sincera riconoscenza e con profondo rispetto. Viva l’Italia antifascista democratica e repubblicana. Viva la resistenza e la liberazione dal nazifascismo e viva la festa del 25 aprile e viva la nostra Costituzione e Viva la libertà che esse hanno datato per il nostro impegno politico a servizio della città di Arese”.
Festa dei Lavoratori
“… anche in questo caso non posso che partire dal riferimento alla Costituzione italiana che già nel suo primo articolo pone proprio il lavoro a fondamento della Repubblica e del sistema democratico.
Il lavoro è o dovrebbe essere il principale strumento di collaborazione per il progresso economico e civile della società, l’attività in grado di garantire dignità alla persona per la realizzazione delle proprie aspirazioni professionali e per la valorizzazione le proprie capacità e competenze. Il mezzo di sostentamento per sé e le proprie famiglie, il contesto di inclusione sociale e di responsabilizzazione nella vita adulta.
Sono purtroppo ancora molti gli ostacoli, le criticità e le distorsioni che ancora oggi affliggono il mondo del lavoro. Dal problema della disoccupazione alle indegne disparità di opportunità e di riconoscimenti economici tra lavoro maschile e lavoro femminile e non solo economici, allo sfruttamento delle categorie più deboli e indifese, al lavoro sommerso spesso connesso alla criminalità e al malaffare, alla precarietà e alla scarsità di tutele, che coinvolgono in particolare i giovani, alla non sporadica inconciliabilità tra vita professionale e vita familiare fino ad arrivare alla strage dei morti sul lavoro da cui continuano ad essere tragicamente segnate le esistenze di troppi Individui e di troppe famiglie e comunità.
Ricordo che è in gran parte compito della politica elaborare e proporre soluzioni migliorative a riguardo. Desidero dunque dedicare il pensiero dell’imminente festività del 1° Maggio a tutti coloro che spesso con dedizione competenza e serietà, talvolta nel nascondimento, si adoperano professionalmente all’interno della struttura del comune di Arese, senza naturalmente voler escludere o mettere nessuno in secondo piano. Mi limito solamente a ricordare quanti più direttamente contribuiscono alla buona riuscita dei nostri lavori consiliari e al buon funzionamento delle istituzioni locali.
Penso a quanti dei vari uffici e settori predispongono e ci mettono a disposizione delibere e relativa documentazione a quanti raccolgono, ordinano e gestiscono i nostri atti burocratici e amministrativi. Al personale che allestisce e riordina la sala consiliare dal punto di vista logistico e informatico, alle forze dell’ordine chiamate a vigilare sull’ordine pubblico delle sedute consiliari, al segretario generale a cui spetta un delicato e complicato ruolo di grande responsabilità, a costoro che dato l’ordine del giorno odierno inizieranno la giornata di festa dei lavoratori ancora impegnati nell’espletamento delle loro funzioni professionali, il mio più sentito ringraziamento e a tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori aresini i miei migliori auguri per un buon primo maggio…”.
O.T.R.