Arexpo ed ex Alfa: Intervista a Michela Palestra
29 Novembre 2019 | Inserito da Ombretta T. Rinieri under Area Metropolitana, centro commerciale Arese, ex Alfa Romeo, Expo, Imprenditoria, Inchieste, Infrastrutture, Locale, Politica, Territorio, Trasporti |
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IL DOMANI – La prima corre verso il futuro di Mind. La seconda è per metà ferma. Il nodo dei trasporti e il rischio del fuoco amico tra comuni. Ma il sindaco è ottimista
ARESE – A Rho si corre con entusiasmo sull’onda dell’arrivo di Mind. Ad Arese si fanno invece i conti con la dipartita di Ikea e dello skidome sull’ex Alfa Romeo. Ora si deve ricominciare daccapo con una nuova idea imprenditoriale. Sempre che Marco Brunelli abbia ancora voglia di scommettere sull’area, considerata la sua veneranda età e i continui incagli per qualsiasi progetto. Primo fra tutti la mancanza di un veloce e comodo trasporto pubblico. Ossia della metropolitana.
Intanto il sindaco di Arese Michela Palestra cammina al buio sugli spilli. Fumose le nuove idee della proprietà sull’ex Alfa (qualcosa che riguarderebbe lo sport, ma non si sa bene cosa), gli altri due comuni coinvolti sull’area, Garbagnate e Lainate che sui trasporti vanno per conto loro guardando ai collegamenti ferroviari: la prima ha già due stazioni con le Nord e guarda positivamente il ricongiungimento con una bretella verso Lainate; la seconda vorrebbe la sua fermata su rotaia anch’essa. Garbagnate poi oltre al pezzo del Biscione ha anche lo sconquasso del Pe4 da sistemare e perciò ha da che pensare come ricucire il proprio territorio. Al di qua c’è Rho da cui rischia il fuoco amico (la giunta è di sinistra).
Se la vediamo dal punto di vista di un’impresa che deve insediarsi il primo skill è come raggiungere ed essere raggiungibili. E Rho è certamente in vantaggio, figuriamoci se riesce a portarsi il metrò fino in città e magari fino all’area del Rho Center che sta soffrendo la concorrenza de Il Centro.
In un momento in cui sull’ex Alfa tutto è rimesso in discussione e sull’ex Expo è tutto accelerato, il sindaco aresino Michela Palestra è costretto a un lucido equilibrismo in attesa che il quadro si chiarisca.
Perché la proprietà ha rinunciato all’Ikea e allo Skidome?
“Non sono state date delle spiegazioni – risponde Michela palestra – penso che siano intervenute ragioni di natura economica, commerciale e strategica. Di sicuro sono passati tanti anni. La prima delibera regionale dell’atto integrativo è del 2014. Sono passati cinque anni e nel frattempo sono cambiati gli interessi. Certo ora vi è un’attenzione verso l’area Mind e quindi al futuro sviluppo legato al territorio che io definisco positiva perché sarà un grande volano per tutti”.
Positiva anche per i proprietari dell’ex Alfa Romeo?
“Vi è una prossimità geografica tra la nostra area e quella di Mind. Passando vicino si sta già concretizzando l’edificio del nuovo Galeazzi. Si trasferirà l’università e i primi ricercatori dell’Human Tecnopole si sono già insediati. Sono sicuramente l’avamposto della trasformazione dei tre progetti più grandi che hanno incastonato il destino dell’area post Expo fin dall’inizio. Arexpo ha fatto verso le imprese una <call for ideas> che ha avuto molto successo. Non tutte le società troveranno posto all’interno di Mind per cui si guarderà anche oltre”.
Ciò non inficerà con l’incubatore delle imprese che dovrebbe insediarsi ad Arese?
“Sono due cose diverse. Lì si è creato un grande movimento di attesa e di attenzione perché si stanno per realizzare delle cose. Tutti gli imprenditori, piccoli, medi e grandi che guardano a quell’area per vedere se ci sono delle possibilità di insediamento. Tutto ciò che è connesso bene a livello d’infrastrutture e prossimo potrà dialogare con gli aspetti di ricerca, ospedaliero e universitario. E in questo si colloca strategicamente la nostra area, perché noi siamo a cinque minuti di macchina da Mind. E’ responsabilità di noi amministratori convertire e rendere appetibile la nostra area. Noi purtroppo paghiamo la strategia di sviluppo urbanistico dell’ex Alfa Romeo. Ora come comune di Arese abbiamo messo in primo luogo il trasporto pubblico, sia per un’esigenza chiara della cittadinanza sia perché il collegamento con Mind non è ancora soddisfacente per essere così vicino ad Arese a fronte dei cambiamenti. Sia perché collegare l’ex Alfa a Mind significa anche renderla più attrattiva e determinare altre opportunità. Oggi quello che succede è che per le ragioni che non conosciamo e che non ci competono, siamo di fronte a un cambiamento di strategia della proprietà. Le carte sono ancora coperte. Tuttavia anche la proprietà ha convenuto che è strategico dotare l’area di un trasporto pubblico efficiente e per me questa è una novità positiva. Poi come questo si combini con la richiesta di andare verso Rho non lo so. C’è una nuova storia da scrivere nonostante ne stiamo parlando da quattro anni”.
Ombretta T. Rinieri
Articolo pubblicato su “Il Notiziario” del 29 novembre 2019 a pag. 73