Il consiglio comunale di Arese si schiera a fianco dei lavoratori. La beffa: due anni prima grande festa per i cinquant’anni d’attività d’eccellenza dell’impianto di Pregnana nei motori nautici
ARESE – “Siamo parte attiva delle comunità in cui lavoriamo. Siamo consapevoli del fatto che le nostre decisioni possono avere un impatto significativo, sia diretto che indiretto, sulle comunità locali in cui siamo presenti. Pertanto, ci impegniamo a mettere in atto ogni ragionevole misura finalizzata a informare tali comunità in merito alle azioni e ai progetti che le riguardano e promuoviamo un dialogo aperto per assicurare che le loro legittime aspettative siano tenute in dovuta considerazione. Inoltre, intendiamo contribuire allo sviluppo sociale, economico e istituzionale delle comunità locali tramite programmi specifici. Vogliamo mantenere un comportamento socialmente responsabile rispettando le culture e le tradizioni di ogni Paese nel quale il nostro Gruppo opera e agire con integrità e in buona fede al fine di meritare la fiducia della comunità”.
E’ quanto si legge a pagina 22 del codice di condotta del Gruppo Cnh Industrial (Fiat), lo stesso gruppo che a inizio ottobre ha annunciato all’improvviso la chiusura dal 2020 del suo stabilimento a Pregnana Milanese per spostare la produzione di motori nautici in provincia di Torino. A perdere il lavoro saranno 300 lavoratori (cui se ne aggiungeranno 70 del magazzino dal 2021) e quelli dell’indotto.
Il passaggio virgolettato dell’azienda è stato ripreso nell’ordine del giorno che il consiglio comunale di Arese ha approvato all’unanimità il 29 ottobre scorso in seduta straordinaria. La crisi di Pregnana impatterà infatti su tutto il territorio e in quest’ottica il sindaco aresino Michela Palestra ha partecipato nei giorni scorsi, insieme ad altri primi cittadini dei comuni limitrofi quali Bollate, Rho e tanti altri al consiglio comunale aperto di Pregnana durante il quale i lavoratori dello stabilimento, insieme ai sindacati di categoria, hanno chiesto sostegno alle istituzioni.
Era solo il 2017, quando nel sito industriale di Pregnana si sono celebrati in pompa magna i festeggiamenti per i cinquant’anni d’attività ripercorrendo “la sua lunga storia di eccellenza e guardando agli obiettivi futuri”. “Costruito nel 1967 – si legge sul sito della Cnh Industrial/Ftp – il plant di Pregnana Milanese è stato inizialmente impegnato per la produzione di motori per applicazioni antincendio, e successivamente per quella dei generatori di energia, dei motori marini e industriali. Negli anni, è cresciuto costantemente e adesso viene considerato un vero e proprio “atelier dei motori”: tra i dieci stabilimenti di Fpt Industriali attivi in tutto il mondo, infatti, è quello più specializzato nella personalizzazione dei prodotti”.
Durante l’evento tutti i dipendenti hanno ricevuto una chiave inglese con una serigrafia del logo celebrativo dei “50 anni di Pregnana” e venti di loro addirittura una benemerenza speciale. A corollario una mostra con foto d’archivio e attuali sulla produzione dei motori e l’esposizione dello scafo “a tre punti” disegnato da Fabio Buzzi e presentato per la prima volta al Vbv Legends di Viareggio nel 2016, capace di vincere le più prestigiose gare offshore del mondo. A Pregnana, infatti, si personalizzano generatori di potenza e motori marini.
“Nel solo 2016 – illustra l’azienda – sono state create 573 varianti di otto motori, per 13 differenti livelli emissivi” e Pregnana è stato coinvolto da tempo nel processo per arrivare all’adozione del metodo Wcm (World class manufacturing) “per diventare parte integrante di questo impegnativo programma che coinvolge anche gli altri plant di Fpt Industrial”.
Tutta retorica a giudicare dalla cronaca odierna ad appena due anni di distanza. E’ quanto sottolinea fra le righe l’odg di Arese, che va a riprendere anche un passaggio delle “Linee guida per la gestione del capitale umano”, dove si afferma che “Cnh facilita per i propri lavoratori un adeguato equilibrio tra impegni professionali e la vita privata, nell’ottica di garantire il rispetto per tutti i lavoratori in qualità di persone”.
Arese si schiera al fianco dei lavoratori nella considerazione di non essere in presenza di una crisi dell’azienda ma di una scelta del management “che agisce con il solo obiettivo di massimizzare gli utili senza tenere in conto le ricadute sociali di tali scelte”, che impatteranno soprattutto su lavoratori con un’età media di 51 anni, difficilmente ricollocabili nell’attuale mercato del lavoro.
Il 28 ottobre al Ministero dello sviluppo economico si è tenuto un incontro con azienda e maestranze e il Mise dove la Cnh Industrial Ftp si è detta disponibile ad aprire un tavolo di confronto. Ma ad Arese c’è poca fiducia che l’azienda torni sui suoi passi.
“Quando si rendono pubbliche queste decisioni – ha detto dai banchi dell’opposizione il capogruppo leghista Vittorio Turconi – hanno già deciso. E’ la stessa azienda che abbiamo visto chiudere qui (in riferimento all’Alfa Romeo,ndr). “Con questo odg – ha controbattuto Umberto Piovesan (Pd) – noi esprimiamo solidarietà ai lavoratori”.
E’ anche vero che una nota al codice di condotta dell’azienda dice a chiare lettere che “nulla di quanto contenuto esplicitamente o implicitamente nel presente Codice determina o può essere interpretato come tale da determinare o costituire un obbligo legale da parte del Gruppo Cnh Industrial. Le disposizioni di cui al presente Codice sono soggette a modifiche periodiche e non determinano alcun diritto all’occupazione”.
Ombretta T. Rinieri
Articolo pubblicato su Il Notiziario del 25 novembre 2019 a pag. 66