La tragedia martedì pomeriggio in via Sempione. Sotto accusa la viabilità: troppi incidenti
ARESE – E’ una Pasqua di lutto per la famiglia di Giuseppe Baldini, per gli amici Pino, 68 anni, aresino, che martedì pomeriggio in sella alla sua bicicletta ha lasciato la vita sul selciato di viale Sempione, all’altezza del civico 4, proprio a due passi da dove abitava.
Stando ai segni sui mezzi e sulla strada, una presumibile ricostruzione farebbe pensare che l’uomo stesse attraversando il viale sulle strisce pedonali. In quel punto a raso strada. Che avesse passato la prima carreggiata con il flusso dei mezzi verso la Varesina, la siepe divisoria e quasi completato l’attraversamento di quella con il flusso contrario verso Nuvolari, quando una Ford grigia, guidata da una donna, lo avrebbe preso in pieno nella ruota posteriore della bicicletta.
Il dilemma è: Baldini ha attraversato le strisce all’improvviso e velocemente mentre sopraggiungeva l’auto? O L’automobilista l’ha investito perché arrivando a forte velocità non è riuscita a evitarlo? Sarà compito dell’autorità giudiziaria ricostruire la dinamica. Ciò che è certo, è che Baldini e la sua bicicletta sono volati oltre la pista ciclabile concomitante alla strada, finendo la parabola violentemente sul marciapiede.
L’elicottero dell’ospedale di Rho è arrivato sul posto intorno alle 17.30, ha calato i soccorritori con la fune e poi è andato ad atterrare al centro sportivo. Ma per Pino, purtroppo, non c’è stato nulla da fare e il suo povero corpo, coperto, è stato rimosso dopo le 19, mentre la donna, ferita e sotto shock, è stata trasportata all’ospedale con l’autoambulanza.
Carabinieri e polizia municipale hanno transennato tutta l’area, allontanato i curiosi, provveduto ai rilievi, (complicati da una pioggia battente che aveva nel frattempo cominciato a imperversare) e cercato di assistere come meglio potevano i familiari della vittima, che accorsi erano in preda alla disperazione. A loro non hanno fatto mancare la loro vicinanza anche il sindaco Michela Palestra e l’assessore Roberta Tellini, che avvertite della gravità dell’incidente, sono subito giunte in viale Sempione.
Se in viale Sempione si assisteva in silenzio commosso alle lacrime dei familiari e alle operazioni giudiziarie, su internet si scatenava un putiferio contro la viabilità per i ripetuti incidenti. Il 29 marzo, sempre in viale Sempione ma all’altezza della farmacia, sempre sulle strisce pedonali, una donna è stata investita mentre stava attraversando. Erano circa le 18.30. Non c’era l’ora legale e si disse che poteva essere stato il sole al tramonto i cui raggi perpendicolari avevano accecato la guidatrice, una ragazza, che non aveva visto il pedone.
Sulla stessa traiettoria, ma in fondo sulla rotonda Gran Paradiso/Sempione nel giro di pochi giorni vi è stata l’uscita di strada di un veicolo con abbattimento di un palo della luce e sua caduta in zona pedonale e lo scontro semifrontale tra un veicolo e un autobus di linea. Noti poi gli incidenti spettacolari sulla rotonda Nuvolari/Sempione di cui si è già scritto.
Secondo molti commentatori dei social le direttrici così come sono state rifatte invitano alla velocità, non disincentivano il traffico, non diminuiscono i volumi e anacronistico sarebbe il limite imposto dei 30 km/h. Ma a dirla tutta è proprio il superamento dei 30 kmh il problema? O non sono anche i sorpassi sulle strisce, le inversioni a U nelle interruzioni tra una rotonda e l’altra, lo stazionamento con lampeggianti sulle ciclabili, le macchine di grossa cilindrata che viaggiano sulle strade cittadine a ben oltre i 50 kmh e che la fanno da padrone, le “Smart” piccole e veloci che tagliano da sinistra a destra e da destra a sinistra, i distratti col cellulare e quelli con le cuffie nelle orecchie. Ma anche le moto, i motocicli e gli scooter con i loro slalom fra le auto, i ciclisti in contromano, a luci spente e vestiti di nero di notte.
La viabilità aresina ha i suoi perché da sistemare. Su questo ormai non ci sono più dubbi. Ma contro l’inciviltà sulle strade ben poco può l’urbanistica. L’intelligenza, purtroppo, non si compra al supermercato.
Ombretta T. Rinieri
pezzo pubblicato su “Il Notiziario” del 12 aprile 2019 a pag. 66