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Partono i piani particolareggiati del “commercio naturale”

Il centro commerciale naturale “Mimose” da riqualificare

ARESE – Con una delibera di giunta, l’amministrazione Palestra ha approvato il 9 marzo scorso,  lo schema di convenzione tipo dei piani particolareggiati dei sistemi commerciali naturali di Arese in attuazione dell’accordo di programma ex Alfa Romeo.

La dotazione è pari a 1 milione e 800mila euro e rientra in quei 2,5 milioni del fondo per il commercio messo a disposizione da Tea. L’obiettivo è di riuscire a spenderli per riqualificare e rivitalizzare il commercio di prossimità di Giada, Mimose, Einaudi piazza XI Settembre, via Caduti e via Resegone. Resta esclusa Gran Paradiso che a differenza di Giada, Mimose  ed Einaudi, spiega l’assessore al commercio Giuseppe Augurusa, non rientra nel Pgt.

 

La selezione era già stata avviata nel 2015. Successivamente la giunta ha provveduto con un avviso pubblico ad acquisire altre adesioni su base volontaria. Da qui l’inserimento nel progetto dei negozi di via Caduti e viale Resegone che si sono fatti avanti rispondendo all’appello. “Da Gran Paradiso – ci spiega Augurusa – non è purtroppo giunta alcuna richiesta”.

 

Ad Arese i centri commerciali naturali hanno la caratteristica di avere le parti comuni private a uso pubblico.  Ciò genera un grosso problema di manutenzione di queste parti di proprietà condominiale in quanto l’uso pubblico provoca spesso danni e rotture i cui costi, spesso ingentiricadono unicamente sui proprietari degli immobili le cui disponibilità economiche, con la grave crisi  attraversata, è andata di molto riducendosi. L’intervento dell’amministrazione comunale è  un aiuto insperato.

 

Lo schema di convenzione vede tra i contraenti da una parte il comune di Arese e dall’altra i condomini  e o le associazioni rappresentanti i commercianti del condominio.  Questi ultimi dovranno presentare al comune un progetto approvato dalle loro assemblee condominiali con il quadro economico dei lavori e la loro tipologia nonché  indicare tutti i dati catastali e  che esistano o non esistano vincoli di natura ambientale, paesaggistica, storico architettonica, idrogeologica o altri vincoli previsti da leggi speciali, se siano o non siano gravate da servitù.

 

Le spese dovranno essere sostenute dal condominio richiedente il contributo, che sarà comunque  subordinato alla realizzazione dei lavori descritti nella pratica edilizia presentata a valle della rendicontazione tecnica e amministrativa da parte dell’amministratore, collaudatore e direttore dei lavori.

 

Per accedere al contributo, i lavori dovranno iniziare entro sei mesi dalla stipula della convenzione con il comune e dovranno terminare entro tre anni dalla data del loro inizioOgni giorno di ritardo dalla stipula della convenzione senza comporterà una decurtazione del contributo pari a 250 euro. Se, inoltre, in corso d’opera  dovessero emergere nuovi costi per adeguamenti vari, questi sono già fin d’ora pattuiti a carico dei condomini così come tutte le spese per i collaudi.  Il condominio infine dovrà stipulare una fidejussione o una polizza assicurativa  pari all’importo per l’esecuzione dei lavori e una pari all’importo delle somme a disposizione del condominio a garanzia delle somme erogate dal comune.   

 

Nello schema di convenzione è prevista la possibilità che il comune subentri nella gestione del parcheggio privato a uso pubblico con un suo successivo provvedimento e che in caso di attività istituzionali o manifestazioni pubbliche l’amministrazione possa usufruire delle aree private del condominio.

Ombretta T. Rinieri

articolo pubblicato su “Il Notiziario” del 16 marzo 2018  pag. 71