
Le due signore di “cultura” quest’anno hanno scelto il romanzo: “Lo strano viaggio di un oggetto smarrito” di Salvatore Basile. Lo scrittore, 62 anni, due figlie di 16 e 17 anni, grosso personaggio del mondo televisivo, sceneggiatore di fiction di successo come “Don Matteo”, professore all’Università Cattolica, pur essendo alla sua opera prima ha già venduto centinaia di copie del libro in tutta Europa.
Il romanzo racconta la storia di un ragazzo di trent’anni, figlio di un capostazione, abbandonato dalla madre fin dall’età di 8 anni. Cresce col padre e diventa a sua volta capostazione. E’ un ragazzo triste che colleziona gli oggetti smarriti che ogni giorno ritrova
sull’unico treno che passa da Miniera di Mare. “Perché gli oggetti non se ne vanno, mantengono le promesse, non ti abbandonano”. Finché un giorno, sullo stesso treno che aveva portato via sua madre, Michele ritrova il suo diario, incastrato tra due sedili. Non sa come sia possibile ma sente che è sua madre che l’ha lasciato lì per lui. Incontra Elena, se ne innamora, e da lei è spinto a cercare la madre per colmare il vuoto dell’abbandono.

La storia di Basile è stata rielaborata in un percorso curriculare che quest’anno ha coinvolto circa 500 ragazzi delle scuole medie “Silvio Pellico” e “San Giuseppe” di Arese” e “Morante” di Garbagnate Milanese, i licei “Falcone Borsellino” e “Fontana” di Arese, il “Majorana” e il “Rebora” di Rho, il “Primo Levi” di Bollate, nonché gli istituti “Puecher” e “Mattei” di Rho. Mentre l’istituto Leonardo da Vinci di Lamezia Terme, l’istituto storicamente gemellato al progetto, ha partecipato inviando una relazione sul lavoro svolto coadiuvato dalla professoressa Concetta Sorrenti, letta sul
Contrariamente al passato, la serata evento del 16 ha dato ampio spazio alle domande dei ragazzi all’autore. Gli intermezzi sono stati l’occasione per l’esibizione canora delle studentesse Chiara Pasquale e Rebecca Morabito del “Falcone Borsellino” preparate da Federico Artini del Laboratorio teatrale 56 di Milano.
La prima media della “Pellico” dell’indirizzo teatrale ha invece curato sotto la guida della professoressa Angela Brazzolotto la parte teatrale, mentre la quarta e la quinta classe dell’indirizzo multimediale dell’artistico “Fontana” ne hanno curato la parte filmica.
“Il libro – ci ha tenuto a sottolineare Mariagiovanna – è stato letto oltre che con la formula storica dalla parola con la parola, dalla parola al teatro (i ragazzini), dalla parola alla musica (le cantanti), dalla parola all’immagine (il “Fontana”) con un coinvolgimento delle scuole è stato a
360 gradi”. Da sottolineare inoltre che le scuole medie “Pellico” e “Morante” hanno inserito ilo percorso “Il libro, il suo autore” nella progettualità d’istituto.

Delicato, profondo, empatico Basile nelle sue risposte ai ragazzi. “Anche lei è convinto – gli hanno chiesto – che ognuno nella sua vita stia cercando il paradiso terrestre?”. “Sì, ne sono convinto. Tutti lo cerchiamo.
Ma soprattutto sogniamo di diventare qualcosa, di andare da qualche parte, che quelli cui vogliamo bene stiano bene. Quello è il nostro paradiso terrestre. Sono i nostri sogni e i nostri desideri di ogni giorno”.
Ma soprattutto sogniamo di diventare qualcosa, di andare da qualche parte, che quelli cui vogliamo bene stiano bene. Quello è il nostro paradiso terrestre. Sono i nostri sogni e i nostri desideri di ogni giorno”.
“Come mai Michele (il protagonista, ndr) si fida sempre di qualcuno, ma poi il mondo gli cade addosso?” “Perché succede sempre così. Nel momento in cui Michele comincia a esplorare la vita e ad affidarsi di se stesso non può trovare tutto in discesa. Deve avere le salite e subire anche delle
delusioni, perché superandole si cambia e si cresce”.

“A trent’anni Michele ha una personalità ben definita. Ma quando incontra Elena la sua psicologia cambia radicalmente. Tutto il cambiamento si sviluppa nel giro di pochissimi giorni. Io non trovo affatto veritiero un cambiamento così veloce”. “Hai ragione. La maturazione avviene praticamente in dieci giorni a fronte di trent’anni – ha risposto l’autore – Le spiegazioni sono due. Una
è che Michele è come se fosse un fucile ad aria compressa. La sua vita si è cristallizzata a 8 anni. Lo devi immaginare come un carcerato che dopo 20 anni esce di galera. Corre. È già predisposto al cambiamento. I dieci giorni poi sono densi di avvenimenti molto forti. Quando arriva alla pensione, sale al terzo piano e si accorge di non averlo mai visto il mondo dall’alto. Io l’ho immaginato come un corso accelerato di vita. Improvvisamente vede il mondo dall’alto, fuma, mangia, prende le botte, conosce una sorella, la scambia per la madre, conosce la madre, scopre che non ha più niente da dirle, si arrampica. L’altra realtà è che molto spesso nella vita , non è il tempo che ti cambia, ma sono gli avvenimenti improvvisi. Sono le botte di dolore e le botte di felicità improvvise. E tu, in due minuti cambi e poi non ti riconosci più rispetto a prima”.
è che Michele è come se fosse un fucile ad aria compressa. La sua vita si è cristallizzata a 8 anni. Lo devi immaginare come un carcerato che dopo 20 anni esce di galera. Corre. È già predisposto al cambiamento. I dieci giorni poi sono densi di avvenimenti molto forti. Quando arriva alla pensione, sale al terzo piano e si accorge di non averlo mai visto il mondo dall’alto. Io l’ho immaginato come un corso accelerato di vita. Improvvisamente vede il mondo dall’alto, fuma, mangia, prende le botte, conosce una sorella, la scambia per la madre, conosce la madre, scopre che non ha più niente da dirle, si arrampica. L’altra realtà è che molto spesso nella vita , non è il tempo che ti cambia, ma sono gli avvenimenti improvvisi. Sono le botte di dolore e le botte di felicità improvvise. E tu, in due minuti cambi e poi non ti riconosci più rispetto a prima”.
Ombretta T. Rinieri
“Il Notiziario” 25 novembre 2016 – pag. 73