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3 Maggio: Giornata mondiale della Libertà dell’informazione

unesco-world-press-freedom-day-300x186Oggi si celebra  la Giornata mondiale della libertà d’informazione istituita nel 1993 dall’Onu e organizzata dall’Unesco. E’ l’occasione per dare uno sguardo alla classifica mondiale sulla libertà di stampa del 2013 in 179 paesi pubblicata da Reporter senza Frontiere, che riflette il grado di libertà di cui godono giornalisti, agenzie di stampa e cibercittadini in ognuno dei paesi considerati.

La classifica è stilata sulla base di questionari compilati e a ogni paese viene assegnato un punteggio da 0 a 100, nel quale 0 rappresenta il miglior punteggio e 100 il peggiore,  e una posizione nella classifica finale. La  classifica rispecchia la situazione sulla libertà d’informazione  in un periodo specifico, che nel 2013 prendeva in esame i mesi tra l’inizio di dicembre 2011 e la fine di novembre 2012.

Le domande del questionario seguono sei criteri generali, che sono:  Pluralismo [indicatore Plu], misura il grado di rappresentazione delle opinioni nello spazio mediatico; indipendenza dei media [indicatore Ind], misura il grado in cui i mezzi di informazione sono in grado di lavorare in modo indipendente dalle autorità, Ambiente e autocensura [indicatore EnA], analizza l’ambiente nel quale i giornalisti lavorano; quadro legislativo [indicatore CaL], analizza la qualità del quadro legislativo e ne misura l’efficacia; trasparenza [indicatore Tra], misura la trasparenza di istituzioni e procedure con effetti sulla produzione di notizie e informazioni; infrastrutture [indicatore Inf], misura la qualità dell’infrastruttura a sostegno della produzione di notizie e informazioni.  L’Italia si colloca al 57esimo posto, dopo l’Ungheria e prima di Honc Kong. Secondo Rsf la situazione italiana è dovuta principalmente alla  «cattiva legislazione osservata nel 2011, dove la diffamazione deve ancora essere depenalizzata e le istituzioni ripropongono pericolosamente leggi bavaglio» .

Dall’inizio del 2014, secondo quanto segnalato da Ossigeno, Osservatorio italiano sui giornalisti minacciati e l’informazione oscurata in Italia,  sono stati 151 i casi di giornalisti minacciati in Italia con un aumento del 50% rispetto all’anno scorso. Il dato è stato divulgato dall’Osservatorio  il 14 aprile a Roma nel corso di una conferenza stampa nella sede della Federazione Nazionale della Stampa dove peraltro è stata annunciata l’adesione di don Luigi Ciotti, fondatore di Libera, all’associazione di volontariato Ossigeno per l’Informazione Onlus che gestisce l’Osservatorio. Nella stessa occasione è stato presentato anche il progetto europeo “Safety Net for European Journalists. A Transnational Support Network for Media Freedom in Italy and South-east Europe” sostenuto dalla Commissione Europea, coordinato dall’Osservatorio Balcani e Caucaso di cui sono partner Ossigeno e l’osservatorio SEEMO-IPI di Vienna.

Vedi Speciale Ossigeno 3 maggio 2014 

giornatamemoria2010Ogni anno, in concomitanza con l’evento internazionale,  l’Unione nazionale cronisti italiani organizza  in Italia  dal 2008 d’intesa con la Federazione della Stampa e l’Ordine  azionale dei giornalisti  la ‘Giornata della Memoria dei giornalisti italiani uccisi nel dopoguerra dalla criminalità mafiosa e dal terrorismo’.  In ricordo delle  vittime della violenza mafiosa e terroristica è stato pubblicato   il Libro della Memoria che ricorda le storie degli undici giornalisti uccisi in Italia:

Giuseppe Alfano, Carlo Casalegno, Cosimo Cristina, Mauro De Mauro, Giuseppe Fava, Mario Francese, Peppino Impastato, Mauro Rostagno, Giancarlo Siani, Giovanni Spampinato, Walter Tobagi.

Un capitolo ricorda i giornalisti uccisi all’estero o in Italia in circostanze diverse:  Ilaria Alpi, Enzo Baldoni, Raffaele Ciriello, Maria Grazia Cutuli, Almerigo Grilz, Gabriel Gruener, Marco Luchetta, Enzio Malatesta, Carlo Merli, Carmine Pecorelli, Guido Puletti, Antonio Russo. Ci sono poi Graziella De Paolo e Italo Toni scomparsi in Libano. E tra le vittime ci sono anche gli operatori Dario D’Angelo, Miran Hrovatin, Alessandro Ota e Marcello Palmisano. E anche Maurizio Di Leo, tipografo del Messaggero ucciso “per errore” dai Nar che lo avevano scambiato per il cronista che si occupava della eversione neofascista. Numerosi sono stati i giornalisti  “gambizzati” dai terroristi: Vittorio Bruno, Nino Ferrero, Antonio Garzotto, Indro Montanelli, Guido Passalacqua, Franco Piccinelli ed Emilio Rossi.

Di tutti vedi le biografie   o scarica il libro completo    o vai sul sito dell’ Unione cronisti italiani  

leggi anche Safety Net Ossigeno – Report settimanale 11-17 aprile 2014  giornalisti minacciati e notizie oscurate in Italia