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Bloccato il tavolo tecnico per la riapertura del Museo

Maroni e Podestà disertano il convegno, ma il territorio chiede con forza l’intervento della Regione al tavolo

 

rombo motori2ARESE – La defezione domenica alla manifestazione in Villa La Valera “Rombo d’autore – a tutto motore!”  di Roberto Maroni e Guido Podestà, presidenti rispettivamente di Regione Lombardia e Provincia di Milano,  ha tolto alla tavola rotonda dedicata al Museo dell’Alfa Romeo la concretezza di un impegno formale da parte degli organismi sovra territoriali sulla sua riapertura, chiuso dalla Fiat ormai da tre anni, e deluso un po’ le attese degli organizzatori e degli appassionati del marchio.
L’incontro ha comunque avuto il merito di ricordare la storia del Biscione e di fare il punto sulle trattative tra Fiat e Sovrintendenza in corso al Pirellone.
Moderato  da Danilo Moriero, capo della segreteria tecnica di Città dei Motori,  il convegno ha radunato intorno a un tavolo il sindaco di Arese Michela Palestra e il sindaco di Rho Pietro Romano, gli assessori aresini Giuseppe Augurusa e Roberta Tellini,  il vice presidente di Città dei Motori  Gladiseo Zagato,   il presidente di Distretto 33 Dario Ferrari , il presidente della banca Bcc Roberto Belloni, l’ex corridore alfista Andrea De Adamich e il presidente del Riar (Registro Alfa Romo) Stefano D’Amico.
Il tema principale è stato l’allentamento del vincolo per consentire a Fiat di ristrutturare il Museo in vista di Expo o, quanto meno, visti i tempi stretti, l’apertura da subito del Museo per posporre la ristrutturazione in un secondo tempo. A farsi carico della richiesta l’assessore Augurusa, che con il suo intervento ha ricordato i passaggi che hanno portato al braccio di ferro tra Fiat e Sovrintendenza.
Arese  – ha detto – è conosciuta in tutto il mondo per l’Alfa Romeo e anche se non ha più la fabbrica riaprire il museo significherebbe ritrovare  un’ identità, creare un volano per il futuro e i presupposti per un indotto. Purtroppo in questi anni il protagonismo pubblico è stato insufficiente secondo il concetto di lasciare la proprietà privata libera nelle sue azioni senza tener conto della prerogativa comunale sulle destinazioni dell’area e della dimensione  pubblica  dentro la proprietà privata circa storia, tradizioni e conoscenza. L’area Alfa Romeo è il centro di una città molto vasta con circa 150mila abitanti. Dentro questa discussione Fiat è protagonista nel periodo 2009-2012 quando siede al tavolo dell’accordo di programma. Poi progressivamente si sfila.  Subodorando  il suo abbandono del campo, il comune di Arese chiese in quegli anni alla sovrintendenza l’estensione del vincolo museale dalla collezione all’immobile. Fiat ricorse al Tar e chiuse il museo per manutenzione. Nel 2013 il presidente di Regione Lombardia Maroni, recuperando un ruolo pubblico, aprì l’attuale tavolo tecnico dove siedono Fiat e sovrintendenza.  Le discussioni vertono su varie ipotesi: l’avvio di una fondazione in cui raccogliere il patrimonio e consentire a Fiat di ristrutturare. In cambio chiede un allentamento del vincolo che le consenta di vendere alcune macchine ritenute dei doppioni, ma la sovrintendenza  si oppone”.
Il tempo corre e si è arrivati a un punto limite. Il Tar infatti  ha respinto la nuova sospensiva sul vincolo chiesta  da Fiat e spostato la discussione di merito a ottobre di quest’anno.
Per cogliere l’opportunità di Expo – ha terminato Augurusa – è necessario riaprire il museo, facendo interventi marginali tali da garantire percorsi e sicurezza. Intanto Arese e Lainate hanno approvato tra febbraio e marzo nuove linee di indirizzo sull’adp ex Alfa Romeo da sottoporre al Collegio di vigilanza,   che prevedono la presenza del comune di Rho sul quale il museo è collocato”.
Arese dunque ha coinvolto Rho e Rho risponde sì. “Il comune di Rho – è intervenuto il suo sindaco Pietro Romanoè deputato a rilasciare le autorizzazioni per la riqualificazione del museo. Noi siamo partecipi di questa battaglia. Per portare l’argomento a un livello superiore  abbiamo interessato il ministro dei beni culturali Franceschini. Sulla nostra scrivania abbiamo già il progetto di riqualificazione che però non è compatibile con il vincolo della sovrintendenza. Anzi,  in realtà Rho, nel 2008, quando era ancora nell’adp,   aveva già rilasciato a Fiat  delle autorizzazioni e approvato il progetto, che adesso è un po’ cambiato. Il vincolo ha indotto Fiat a rinunciare all’intervento e a richiedere a Rho la restituzione degli oneri di urbanizzazione per un milione e 800mila euro. Ora, è giusto lasciare ad Arese le auto, è giusto preservare l’edificio storico, ma se che il museo deve accogliere milioni di visitatori bisogna consentire una ristrutturazione a livello europeo come i grandi musei. Bisogna parlare di responsabilità e a mio avviso al sovrintendenza è responsabile di questa situazione. Rho è pronto a firmare anche domani le autorizzazioni”.
“Siamo vicini a Expo – ha rimarcato il sindaco di Arese Michela Palestra – e quello che noi siamo qui a testimoniare è la nostra volontà per adoperarci affinché il museo riapra i battenti. E’ importante parlare dell’Alfa Romeo e fare in modo che chi ha vissuto la sua storia abbia dalle istituzioni la forza di un ricordo e di una memoria che continua. Per il futuro rilancio la forza  è il valore di un marchio conosciuto in tutto il mondo. In linea con quanto ricordato dal sindaco Romano e dall’assessore Augurusa sottoporremo a Fiat  come amministrazioni un documento aperto affinché consenta la riapertura del Museo dell’Alfa Romeo”.
 Ombretta T. Rinieri
articolo pubblicato su Il Notiziario – 18 aprile 2014 – pag.73)

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