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Andrea de Adamich: “Il passato non lo puoi costruire. O ce l’hai o non ce l’hai”

Ma il futuro lo puoi costruire sulla piattaforma del passato

de amicis dante 1ARESE – A incarnare un mito delle auto da corsa dell’Alfa Romeo (l’anno scorso si è tenuto il 50esimo dell’Autodelta) è intervenuto domenica 13 al convegno per la riapertura del Museo storico un pilota di quegli anni, Andrea de Adamich, che oggi a Varano de Melegari dirige un Centro per la guida sicura.

“Parlando di Alfa Romeo e della sua storia, nella mia vita – ha ricordato – io ho avuto la grande opportunità di lavorare con Luraghi che aveva soprattutto con noi piloti un rapporto molto umano, molto personale. Era presidente ma nel suo ufficio si entrava senza neanche bussare la porta. Ho visto la nascita di Balocco, quella di Arese e dell’Autodelta per arrivare poi alle a gare. Forse non quello che ci si poteva aspettare da un’Alfa Romeo contro una Ferrari, però in ogni caso da grande protagonista del mondo sportivo e agonistico”. Poi il collegamento con il presente. “Con la mia attuale attività – ha detto – ho un’altra opportunità, quella  di vivere presso il mio centro il rapporto con gli sportivi di Fiat Crysler Automotive e con la Ferrari. Vivo il presente attraverso quello che considero un rilancio della guida sportiva: a Varano stiamo facendo dei corsi per la guida della 4C e stanno arrivando guidatori inglesi, tedeschi, francesi. Per motivi fiscali ed economici gli italiani purtroppo sono pochi. Recentemente è stato presentata anche la nuova ‘Giulia’ la cui ammiraglia sarà una vettura di alto livello, ma molto sportiva e prestazionale. Così, nonostante la mia età, sono contento di vivere quello che è il futuro dell’Alfa Romeo. Le dimensioni del mercato statunitense potrà rappresentare veramente il rilancio dell’Alfa. Concludo dicendo che la storia non la puoi costruire, o ce l’hai o non ce l’hai. L’Alfa Romeo ce l’ha ed è notevole. Il futuro invece lo puoi costruire grazie alla piattaforma del tuo passato. Per questo il Museo è una grande opportunità da valorizzare il prima possibile” .

O.T.R.

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