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Un documento scuote la Smg

L’organo di vigilanza scrive ai sindaci i forti dubbi su un licenziamento e sul successivo avvio di una transazione economica

Come mai è avvenuto tutto ciò? E non esclude di segnalare il fatto all’autorità giudiziaria  

 

Un manifesto pubblicitario della società del gas Smg il cui business è in crescita a dispetto degli scandali nei quali ogni tanto è coinvolta suo malgrado

Un manifesto pubblicitario della società del gas Smg il cui business è in crescita a dispetto degli scandali nei quali ogni tanto è coinvolta suo malgrado

ARESE Una dipendente licenziata in tronco. Una transazione economica che la riguarda avviata dall’avvocato della Smg (società municipalizzata gas) su mandato dell’amministratore unico, che a sua volta aveva firmato la lettera di licenziamento. Il ritiro delle deleghe di firma al direttore generale di Smg Bartolomeo Zoccoli che si era detto contrario alla trattativa e una dirompente relazione dell’organo di vigilanza di Gesem e di Smg a firma Angelo Jannone in cui si parla di indizi di reato, in astratto, quali concussione, corruzione e false e reticenti dichiarazioni.

 

Ce n’è abbastanza per aver fatto fare un salto dalla loro poltrona ai sindaci di Pogliano, Lainate, Nerviano e, Arese, i comuni soci di Gesem, che di Smg detiene il 75% del capitale.

 

La relazione dell’organo di vigilanza, datata 6 marzo 2014, si apre rimarcando la mancata comunicazione all’organo di vigilanza stesso di quanto stava avvenendo in Smg da parte dei responsabili dei processi sensibili. Fa eccezione Bartolomeo Zoccoli.

 

Il 24 gennaio 2014 l’amministratore unico di Smg licenzia una dipendente ma stranamente avvia con lei “trattative stragiudiziali       per addivenire  ad un    accordo transattivo”.

 

“Gli accordi transativi – spiega l’organo di vigilanza –  sono stati individuati come uno dei processi sensibili  in quanto essi potrebbero sottendere –  in astratto – una  serie  di  reati:  dalla  corruzione     (ad esempio si offre un’ uscita vantaggiosa a un dipendente quale contropartita verso un pubblico ufficiale), alla concussione ( ad esempio vengono esercitate pressioni  da parte di un pubblico ufficiale e vi concorre un soggetto apicale della società), alla    induzione a rendere dichiarazioni false      o reticenti (viene offerta a un dipendente o ex dipendente una somma di danaro, perché eviti di rendere talune dichiarazioni all’AG o le renda false)”.

 

Sono ipotesi, è chiaro, ma leggere queste parole crea sconcerto.

 

E’ Zoccoli a informare l’organo di vigilanza sulla “singolare determinazione dell’  Amministratore  Unico a  voler chiudere   atipicamente e senza alcun  comprensibile interesse per la società un accordo transattivo con la dipendente in questione, con un riconoscimento di 24 mensilità, a licenziamento già avvenuto”.

 

Sottolinea Jannone: “Il direttore generale  segnalava che  tale anomalia era oltremodo accentuata  dalla  circostanza  del rapporto di parentela della dipendente in questione con un esponente politico, circostanza che rischiava in ogni caso, di enfatizzare il significato ambiguo di un accordo di tale dimensione”.     Insomma, l’organo di vigilanza vuole vederci chiaro su questo licenziamento e sul successivo avvio della transazione economica.

 

Le verifiche dell’odv lo portano ad accertare una  comunicazione di  un  esponente politico locale a Zoccoli circa il licenziamento; la confidenza fatta al Presidente del cda di Gesem Quadrelli dall’amministratore unico  circa le reali ragioni che lo avevano indotto a voler chiudere favorevolmente la transazione e l’improvvisa  revoca dei poteri di rappresentanza della Smg in capo a Zoccoli da parte dell’amministratore unico.

 

“Verosimilmente – asserisce Jannone – proprio a seguito di questa divergenza  di vedute,  come desumibile  dalla  contestuale  revoca  dell’incarico  all’avvocato,  che  aveva  avviato,  in  nome  e  per  conto   di Smg, le negoziazioni con il legale della dipendente licenziata”.

 

Jannone termina la sua relazione informando che l’odv assume nelle società pubbliche o private a  capitale  pubblico  la funzione di pubblico ufficiale e che, in quanto tale, sarebbe tenuto a segnalare all’autorità giudiziaria indizi di reati di cui dovesse venire a conoscenza  nel corso  della sua attività,  “strada obbligata stante il perdurare di tale situazione senza interventi che non sta all’odv assumere ..nell’interesse della società    e a tutela giuridica dello stesso organismo di vigilanza”.

 

Come l’hanno presa i comuni?

 

La relazione dell’organo di vigilanza – spiega il sindaco di Lainate Alberto Landonio – non è molto leggera e giunge improvvisa anche perché non abbiamo mai avuto sentore di dissidi tra l’amministratore unico e Zoccoli. La revoca di alcune firme ci è sembrata un po’ strana e ne siamo preoccupati per la normale operatività della società. Martedì 25 marzo ci siamo riuniti e abbiamo chiesto a Gesem di convocare l’assemblea dei soci di Smg e di chiedere spiegazioni all’amministratore unico  approfondendo i suoi comportamenti”.

 

Ombretta T. Rinieri

(“Il Notiziario” – 28 marzo 2014)