Petizione per difendere la Gallazzi
3 Maggio 2013 | Inserito da Ombretta T. Rinieri under Bianca, Cronaca, Sanitaria, Sociale |
ARESE – Le notizie sulla rsa Gallazzi Vismara hanno allarmato un gruppo di parenti della casa di riposo, così Milena Ruzzementi, sorella di un ospite ricoverato nella rsa aresina da una quindicina d’anni, ha raccolto nel giro di un paio di pomeriggi e una mattinata oltre quaranta firme per affermare che la casa di riposo della città rimane per Arese un fiore all’occhiello.
Nella petizione consegnata alla commissaria Anna Pavone i parenti esprimono “amarezza e indignazione” e si sentono “indirettamente accusati di abbandonare” i loro cari parenti “in un lager”.
“Conosco la struttura sotto tanti aspetti – dichiara al “Notiziario” Ruzzementi – e sono in contatto con tantissime persone che hanno di questo posto un’immagine molto positiva e volevo che sui giornali comparisse anche la nostra voce. Ho raccolto le firme spinta emotivamente e non in modo capillare perché se avessi dedicato più tempo a cercare i parenti avrei raccolto anche più adesioni”.
Nella petizione si sottolinea che la Gallazzi Vismara è stata fatta oggetto di “scarsa pulizia” e conseguente invasione di topi, di “inefficienza del personale addetto agli anziani in quanto assunto non per comprovati requisiti, ma solo attraverso nomine clientelari e di scarsa assistenza da parte del servizio medico” perché non avrebbe ottemperato “ai propri doveri nella cura degli ospiti”.
“Noi intendiamo precisare – afferma la signora Ruzzementi – che il servizio sanitario ci ha sempre soddisfatto intendendo il rapporto con i medici, il rapporto tra il medico e l’ospite, il rapporto tra il medico e il parente dell’ospite, le cure, il fatto che qualsiasi intervento venga registrato e che parlando con il medico un parente possa sapere tutto per filo e per segno”.
Ruzzementi parla particolarmente bene dell’ex direttore sanitario Silvia Fagnani: “E’ un eccellente medico e vorrei sottolineare che quando mi sono trovata ad avere dei problemi di tipo anche tecnico, tipo il lampadario o la finestra e magari non venivo ascoltata dall’infermiera interveniva lei, che era quella che vedevo di più sul piano”.
O.T.R.
(“Il Notiziario” 3 maggio 2013 – pag.64)