Lungo documento inviato al commissario per respingere le ipotesi di aver agito affrettatamente
ARESE – Si inasprisce lo scontro sulla bonifica dell’amianto nellascuola “Silvio Pellico”. Dopo le accuse di procurato allarme e l’esposto alla Corte dei Conti per danno erariale daparte della frangia di Arese Futuro guidata da Andrea Costantino, l’ex sindaco Pietro Ravelli e gli ex assessori della sua giunta Maria Turconi, Massimiliano Cattaneo, Patrizia Di Girolamo e Serena Manzin hanno scritto questa settimanauna lunga relazione alla commissaria Anna Pavone, corredata da verbali a confermadella bontà del proprio operato.
Nel documento sostengono che la vicenda è stata “causata da un’errata gestione dell’ufficio tecnico comunale dei lavoridi parziale ristrutturazione della scuola”. “Tale vicenda – scrivono – ha origine con la certificazione dellapresenza di tracce di amianto nei pavimenti esistenti, rimossi dall’impresa senza alcuna precauzione e sottoposti ad analisi (purtroppo con esito positivo) solo a seguito della richiesta in tal senso effettuata dalla discarica preposta allo smaltimento di tali materiali”, perciò “l’ordinanza di inagibilità dellascuola, emanata dal sindaco Ravelli il 20 giugno 2012” è avvenuta “ai fini precauzionali e cautelativi della salute pubblica”. A seguito della certificata presenza dell’amianto, la giunta chiede al geometra Sergio Milani (coordinatore dell’ufficio tecnico comunale) e all’ingegnere Annapaola Menotti (responsabile area territorio e sviluppo) di avvalersi della collaborazione dell’Asl per gestire l’emergenza.
Infatti, stando alla normativa (vedi Bollettino ufficiale Regione Lombardia 1° supplementostraordinario al n. 15 dell’8 aprile 2008, ndr) “se viene riscontrata lapresenza di amianto nella colla utilizzata come mezzo di fissaggio o nel massetto, vanno adottate le stesse misure di prevenzione e protezione che siimpiegano per la rimozione dell’amianto in matrice friabile; quindi, occorre predisporre adeguati confinamenti statici e dinamici dell’area di bonifica eprevedere la restituibilità dell’area”. Nella ricostruzione di Ravelli e degli assessori, durante il primoincontro con i responsabili Asl era emerso che “i valori rilevati nella scuoladi Arese erano decisamente più alti di quelli rilevati in un edificio di Rho, oggetto di un analogo e recente intervento di rimozione di pavimentazionecontenente amianto” da qui “l’affermazione dell’assessore Cattaneo relativa a‘valori che mi sono parsi così alti da aver pensato che non potessero esserericonducibili solo al pavimento…’. La giunta tenne conto che gli edificicostruiti negli anni ’70, come è la scuola di via Col di Lana, nella maggiorparte dei casi hanno una diffusa presenza di amianto in colle, isolanti, rivestimenti di impianti a rete e nelle tubature e che quindi ogni manutenzionedeve essere effettuata con cautela. L’Asl – dichiarano – condivise anche itimori che le polveri liberate avessero potuto contaminare i controsoffittiesistenti microforati. Nella riunione del 30 luglio 2012 con Menotti gli“assessori stupiti dalle modalità operative seguite nell’esecuzione dei lavori (e allegano verbale)” prendono atto che il monitoraggio dell’esistenzadell’amianto risaliva al 1997 e che “le indicazioni dell’ufficio tecnico comunale non avevano ricompreso né in sede di elaborazione del bando di garaa (6 dicembre 2011) né in sede di avvio dei lavori” la presenza di amianto sulla base del fatto che nei precedenti lavori eseguiti nel 2006 i pavimenti eranostati rimossi senza problemi dal Comune (all’epoca l’ufficio tecnico eradiretto da Meroni, ndr).
“Tale convinzione però – precisano – era errata inquanto a quell’epoca il materiale era stato smaltito senza nessuna indaginepreliminare”. Sull’accusa rivolta a Cattaneo relativa all’inappropriata attivazione della procedura d’urgenza che consente l’affidamento diretto dei lavori senzaprocedura d’appalto, nel documento alla commissaria si precisa che invece l’assessore già dal primo incontro del 13luglio (e allega verbale) chiese di de localizzare l’attività didattica perl’intero anno 2012/2013 “proprio per garantire i tempi tecnici necessari per organizzare una gara d’appalto” della bonifica e “non solo la messa insicurezza di una parte della scuola”.
Si rimarca che il trasferimento a Pero fu una richiesta precisa delle direzioni didattiche, le quali scartarono nelleriunioni del 20 e del 30 luglio il frazionamento delle 18 classi sul territorioproposto dall’assessore Maria Turconi. Che il monitoraggio della presenza dell’amianto in tutte le scuole furichiesto dall’assessore Patrizia di Girolamo. Infine ribadiscono di averchiesto al segretario Locandro un accertamento sull’operato degli ufficitecnici.
Nella vicenda si è inserito anche Massimiliano Seregni (avvocato, LegaNord), che sul proprio sito www.maxseregni.it ha di fatto avallato la correttezza delle azioni condotte quest’estate dalla giunta Ravelli “non per difendere qualcunose non la verità oggettiva dei fatti ed evitare che passi il pericoloso messaggio che in futuro, in una situazione analoga, nessuno dovrà interveniretempestivamente per tutelare la salute dei cittadini. Seregni, che di recente è diventato papà, mostra una particolare attenzione verso i ragazzi e arriva ad affermare: “Non mi interessano le finalità politiche elettorali di chi ha presentato un assurdo esposto (assurdo per i suoi contenuti, lacune, errori e affermazioni) alla corte dei conti, quello che mi interessa è unicamente che non si diffonda la pericolosa idea che le istituzioni di Arese si muovano per procurare allarme e per creare danni erariali”.
Ombretta T. Rinieri
versione completa dell’articolo pubblicato sul ‘Notiziario’ del 23 novembre 2012 a pag.72