Una serata ad Arese per far capire quanto é pericoloso l’elettrosmog
16 Novembre 2012 | Inserito da Ombretta T. Rinieri under Associazioni, Bianca, Cronaca, Inquinamento, Sanitaria, Territorio |

I tralicci che incombono sull’area Sud di Arese
dove é prevista una grossa operazione immobiliare
o dove, secondo fughe di notizie, si dice che verrà
spostato il centro sportivo ora in viale Resegone
ARESE – Tutti noi abbiamo un’energia vitale interna con specifiche frequenze per il funzionamento dei nostri organi (cervello, cuore, nervi, muscoli eccetera) e di strutture cellulari (membrana, organuli cellulari, molecole deputate all’informazione genetica).
L’ambiente esterno può interferire negativamente con questo bioritmo dal momento che siamo sempre più immersi in campi elettromagnetici a bassa e alta frequenza. A causa di questa esposizione i tessuti si surriscaldano con conseguenti modificazioni funzionali delle molecole enzimatiche e delle strutture cellulari come la membrana plasmatica.
Le cellule mutano, si alterano e finisce che ci ammaliamo. Come sempre quando si parla di ambiente e salute le conoscenze e il dibattito sono soffocati dagli interessi economici e dalle diatribe scientifiche sulla dimostrabilità che tralicci e cellulari – per citare due estremi di alta e bassa frequenza in mezzo ai quali sono però compresi centinaia di strumentazioni elettriche ed elettroniche – siano in realtà causa di tumori e modificazioni genetiche.
Siccome poi tutto viene ricondotto al legislatore che deve normare i limiti d’esposizione ecco che si gioca tra effetti acuti dovuti alla breve esposizione ed effetti cronici dovuti a quella lunga. E così continuando si può disquisire sulle posizioni di principio definite conservativa e cautelativa. La prima basata sul principio che non esistano dati scientifici certi sugli effetti nocivi per la salute umana derivanti dall’eccessivo riscaldamento dei tessuti (che non ci saranno mai se si continua a non investire nelle indagini epidemiologiche) e l’altra, che in assenza di dati certi, mantiene un atteggiamento di prudenza.
L’aleatorietà fa il gioco delle lobby economiche. In mezzo ci sono i cittadini disorientati e rassegnati.
Non è stata una serata solo sui tralicci di Arese o di Sesto San Giovanni quella organizzata il 25 ottobre scorso da Tiziana Fabro e da Paolo Orio, rispettivamente d’InFormazioneInMovimento e di Elettrosensibili, al “Forum delle Associazioni”, ma un vero e proprio corso sull’elettrosmog e sui suoi effetti sanitari con relative implicazioni legali ed economiche spiegate da relatori esperti.
Orio, medico, ha stupito la platea spiegando come stia diventando un’emergenza sanitaria la sensibilità verso le apparecchiature elettriche ed elettroniche dando anche una serie di consigli in pillole su come prevenire o limitarne al massimo gli effetti “se non si vuole finire a vivere in una bunker senza elettricità”.
Tiziana Fabro, che vive con i cavi della linea dei tralicci a 380kVolt Baggio-Bovisio che passano a pochi metri dalla sua casa ha dimostrato, dati alla mano, il gioco perverso dei limiti delle rilevazioni che sembrano fatti apposta per tacitare le persone. “Nel febbraio 2009 una rilevazione dell’Arpa indicava nella mia cucina, la parte della casa più vicina ai cavi dell’alta tensione, un’esposizione al campo elettromagnetico di 1,30 microtestla – ha detto mostrando le rilevazioni in slide – nell’aprile 2012 con le apparecchiature di Alessandro Corniani il dato era a 4, mentre il limite massimo consentito dalla legge é 3”.
Nel suo successivo intervento Corniani ha portato a conoscenza una ricerca condotta a settembre in collaborazione con Massimiliano Seregni (Lega Nord) sull’elettrosmog ad Arese che oltre a impattare sulla salute deprezza gli immobili di quegli aresini sulla cui abitazione passa la linea della Terna.
La società, che negli ultimi sette anni ha aumentato il suo fatturato arrivando a essere nel suo settore la prima in Europa e la sesta nel mondo, è stata il convitato di pietra della serata.
Valeria Rossini, avvocato, ha fatto lo sforzo di spiegare i cambiamenti giurisprudenziali negli ultimi dieci anni, ma ha convinto poco sull’effettiva efficacia legislativa a far valere in sede legale i diritti degli esposti. Come le ha fatto notare Massimiliano Corraini, che ha messo in piedi a Sesto San Giovanni l’associazione Sottocorno dopo aver scoperto che nel suo condominio (sito vicino a due tralicci) in trent’anni si è verificata un’alta percentuale di morti per tumore.
Fra l’auditorio vi era un’architetta di Arese Sud, che è uscita dalla sala sbattendo la porta. Decisamente contrariata.
Ombretta T. Rinieri
versione completa dell’articolo pubblicato su: ‘Il Notiziario’ – 16 novembre 2012 – pag.66
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