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Ravelli giura in Consiglio con i suoi assessori

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I consiglieri della Maggioranza (Arese Futuro)

 

ARESE –  In campagna elettorale si recriminava su un Ravelli senza esperienza e il neo sindaco ha risposto: lunedì 4 giugno in un auditorium a posti in piedi ha presentato una squadra di super tecnici, le cui professionalità sono state sottolineate appositamente nel suo discorso d’investitura subito dopo la nomina di Luciana Fossati a presidente del Consiglio.

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I consiglieri della Minoranza

(Pd – Pdl – Movimento 5 Stelle)

 

Elementi di novità anche la forte presenza di quote rosa: tre su cinque assessori sono donne e un mix tra continuità e rinnovamento: tre dei nuovi assessori sono neofiti della politica: Costantino, Cattaneo e Di Girolamo.“Esigerò tanto – ha puntualizzato il neo sindaco aresino  – gli assessori sono avvertiti”.  Poi gli annunci: “Nei prossimi giorni saranno ridotti del cinquanta per cento gli emolumenti di sindaco e assessori e i relativi risparmi saranno destinati alle scuole. Delicato sarà particolarmente il compito dell’assessore Manzin perché dovrà occuparsi  dei problemi del centro sportivo anche alla luce della recente pronuncia dell’Autorità per gli appalti.

Per l’emergenza terremoto sindaco e assessori daranno un loro contributo al conto corrente aperto dai nostri alpini e spero che i cittadini ci seguano numerosi”.        Facendo un passo indietro alla fase di votazione della presidenza del consiglio comunale, il Pd si è astenuto rimarcando come negli  ultimi anni tale carica sia stata “partigiana” (il riferimento è a Ippolita Papagno, ndr). “Ci auguriamo per il futuro  – ha detto Luca Nuvoli – un ruolo più super partes. Abbiamo apprezzato l’offerta per la vicepresidenza al nostro gruppo , ma abbiamo deciso di declinarla in quanto simbolica. Alla eletta Luciana Fossati chiediamo che sia la presidente di tutti in modo da dare credibilità alle istituzioni dopo le vicissitudini degli ultimi anni”.

Il clima pseudo distensivo è stato rotto da Laura Antimiani, del Movimento 5 Stelle, che è partita all’attacco:“Chiediamo trasparenza nell’azione della giunta e trasparenza anche nelle persone degli assessori nella gestione pubblica”. A Costantino ha quindi chiesto il nesso tra la propria carriera e la funzione pubblica. Di Turconi ha notato che non si trattava di una novità. A Cattaneo ha chiesto  se fosse socio nella società Arcad che si occupa di immobili “e che ad Arese ha progettato la riqualificazione del laghetto Morganda” finendo per ipotizzare commistioni e quindi chiedendone le dimissioni. A Di Girolamo  ha chiesto se avesse fatto parte vent’anni prima di una commissione cultura e a Manzin ha rinfacciato di essere stata nel 2000 candidata per An.

“Vorremmo – ha concluso– il certificato penale e la dichiarazione dei redditi”. Prima delle risposte dei neo eletti assessori ha preso la parola Gonnella (Pd) che ha messo i puntini sulle i: “Per Manzin bisogna anche indicare che è stata presidente di Sogemi negli anni 2000-2002. Ma vorrei esporre alcune riflessioni su come si sia arrivati alla vittoria di questa maggioranza, dovuta anche a uno scollamento tra la figura del sindaco e della sua maggioranza. Non è stato premiato chi nella passata amministrazione ha fatto un’opposizione responsabile come si è visto dalla pronuncia dell’Autorità per gli appalti”. Poi la stoccata ad Antimiani, alla quale si è rivolta direttamente: “Mentre nel privato ci dava ragione, poi pubblicamente cavalcava l’antipolitica. Perciò auspichiamo che l’antipolitica resti fuori dall’aula consiliare per lasciar posto alla politica nobile”.

Sull’incompatibilità tra carica e conflitto d’interesse è intervenuto il segretario comunale, il quale ha ricordato che le norme impongono l’astensione dalle votazioni sulle delibere nel qual caso tali eventualità si presentassero. Poi la parola è passata ai diretti interessati. “Cara Laura – ha esordito Costantino – abbiamo parlato io e te mezz’ora. Probabilmente hai la memoria corta o fallace. Ho studiato in Bocconi, ho fatto anni di revisione dei conti e presumo di aver capito come funziona un bilancio e a meno che il comune non sia un’agenzia di comunicazione non ho conflitti d’interesse”.

A modo suo Turconi ha ricordato di essersi conquistata il posto dimostrandosi nelle passate giunte competente, coerente e onesta. Cattaneo ha colto l’occasione della domanda di Antimiani per ”allontanare alcune chiacchiere già circolate in città” dalla notizia della sua nomina. “E’ vero che io sono contitolare di Arcad – ha ammesso – ma ho dato assicurazione al mio sindaco che non avrei lavorato sul territorio per cui la mia società, nonostante avessi trattative in corso, ha interrotto ogni contatto e mi sono impegnato a non operare sul territorio sia come libero professionista che come operatore immobiliare fino a completamento di questo mandato. Riguardo all’incarico al progetto preliminare sul laghetto Morganda, si tratta di un lavoro di una decina di anni fa che sviluppai insieme a un altro giovane architetto, ma ero talmente vicino all’amministrazione comunale, che gli incarichi esecutivi vennero affidati ad altri professionisti decisamente più vicini di me all’amministrazione”.

Di Girolamo ha ammesso l’incarico presso la commissione cultura cui aveva partecipato per senso civico, mentre Manzin dopo aver confermato gli incarichi Sogemi ha precisato che i rapporti con An nel tempo si sono rarefatti e che non esiste con tale partito una sua organicità.    Passando in fine serata all’approvazione del regolamento per la nomina delle cariche nelle partecipate e controllate (le famose poltrone in quota) Antimiani ha proposto quattro emendamenti. Rimasti tutti con il suo solo voto favorevole. Pertanto il testo è passato con la versione originale. Il Pd si è astenuto o ha votato contro. L’impressione è stata di un’Antimiani percepita dagli altri consiglieri di minoranza come l’espressione dell’antipolitica di Grillo cui fare terra bruciata intorno. Solo il tempo potrà dire il contrario.

Ombretta T. Rinieri
(‘Il Notiziario’ – 8 giugno 2012 – pag.65)