Il Pd chiede chiarezza: chi o che cosa si trova dietro alla Sige?
20 Maggio 2011 | Inserito da Ombretta T. Rinieri under Cronaca, Giudiziaria, Locale, Nazionale, Politica |
ARESE – Chi o cosa si nasconde dietro la Sige? La società privata che ha sostituito la Eon nella partecipazione del 25% del capitale della Smg, distributrice del gas per quattro comuni la cui quota di maggioranza (75%) è detenuta dalla municipalizzata Gesem.
E’ questa la domanda chiave che si fanno i consiglieri del Pd e l’indipendente Carlo Del Monte, che il 13 maggio 2011 hanno depositato una nuova interrogazione volta a far luce sui soci della Sige. Che, ricordiamo, è la società per la quale collaborava il consulente commerciale di Smg Marzio Buscaglia finito in carcere per truffa e riciclaggio sull’onda di un’inchiesta della Procura di Milano.
Chi è o a chi è legato in realtà Enrico Carlo Brambilla che l’11 marzo 2010 costituisce la Sige con un capitale di 10mila euro? Perché nel luglio 2010, il 30% della Sige viene ceduto a Unione Fiduciaria in conto intestazione fiduciaria? Considerando che a Unione Fiduciaria sono legati attraverso le proprie mogli Franco Grigoli, consigliere e/o amministratore di numerose società immobiliari e Antonio Sacco, imprenditore e socio di imprese e di servizi attraverso anche persone della sua famiglia, fra cui la Aesse Azienda Servizi di Senago (il cui responsabile tecnico è Marco Domenico Crisafulli, nato a Milazzo il 24/9/1977 e residente a Monfalcone), che secondo l’opposizione aresina ha svolto diversi lavori di ristrutturazione al Centro Sportivo Davide Ancilotto, per “importi significativi”.
La graticola preparata dal Pd e dal Delmonte attende la giunta Fornaro già prima del prossimo consiglio comunale e promette di rimescolare le carte delle alleanze, dato che la minoranza chiede che la risposta venga sottoscritta da tutti i componenti della giunta. Che dovrà dire se qualcuno dei propri componenti abbia intrattenuto o intrattenga rapporti d’affari, o di frequentazione con Grigoli Sacco; se Marco Domenico Crisafulli sia parente dell’assessore Salvatore Crisafulli autosospesosi all’indomani delle perquisizioni da parte della Guardia di Finanza e se sia effettivamente vero che società legate alla famiglia Sacco abbiano svolto lavori al Centro sportivo “Davide Ancillotto”.
Intanto secondo indiscrezioni non confermate ufficialmente, gli assessori della Lega Nord Bartolini e Seregni e il commissario della sezione cittadina del partito Turconi avrebbero cominciato a stringere i lacci sul centro sportivo e bloccato settimana scorsa le serate danzanti del sabato sera, perché pare prive delle autorizzazioni necessarie.
Ombretta T. Rinieri
(Il Notiziario 20 maggio 2011)
AGGIORNAMENTO DEL 22 LUGLIO 2024
La II sezione penale della Corte di Milano con sentenza RG 1955 del 16 marzo 2018 ha assolto M.C, da ttre reati a lui ascritti per non aver commesso il fatto
ATTO CAMERA INTERROGAZIONE A RISPOSTA IN COMMISSIONE 5/05625Dati di presentazione dell’attoLegislatura: 16
Seduta di annuncio: 542 del 26/10/2011 Firmatari Primo firmatario: PELUFFO VINICIO GIUSEPPE GUIDO
Gruppo: PARTITO DEMOCRATICO
Data firma: 26/10/2011Commissione assegnataria: I COMMISSIONE (AFFARI COSTITUZIONALI, DELLA PRESIDENZA DEL CONSIGLIO E INTERNI) Ministero destinatario:
- MINISTERO DELL’INTERNO spa
Attuale delegato a rispondere: MINISTERO DELL’INTERNO delegato in data 26/10/2011Stato iter: IN CORSO
Fasi iter: MODIFICATO PER COMMISSIONE ASSEGNATARIA IL 26/10/2011Atto Camera
Interrogazione a risposta in Commissione 5-05625 presentata da
VINICIO GIUSEPPE GUIDO PELUFFO
mercoledì 26 ottobre 2011, seduta n.542
PELUFFO. –
Al Ministro dell’interno.- Per sapere – premesso che:
il 22 settembre 2011 il sindaco di Arese Gianluigi Fornaro (Pdl), il consigliere comunale di Lainate, M.C. (Pdl) e tre manager di una società ex-municipalizzata del comune di Arese operante nel settore del gas sono stati posti agli arresti domiciliari dai finanzieri del nucleo di polizia tributaria di Milano, che hanno eseguito anche 12 perquisizioni presso sedi di società e abitazioni nelle province del capoluogo lombardo e di Imperia;
gli arresti sono avvenuti nell’ambito dell’operazione «Sottoveste» per presunte tangenti versate su forniture di gas;
per quanto riguarda i due manager, nello specifico, gli ingiusti ricavi ammonterebbero a circa 350 mila euro;
gli arresti sono avvenuti in esecuzione di cinque ordinanze di custodia cautelare emesse dal Gip del Tribunale di Milano, Micaela Serena Curami, su richiesta dei sostituti procuratori Stefano Civardi e Adriano Scudieri;
i reati contestati sono, a vario titolo quelli di corruzione, truffa, turbativa d’asta ed emissione di fatture per operazioni inesistenti, dalle indagini delle Fiamme Gialle sarebbe emersa una truffa ai danni di una società ex-municipalizzata nel comune di Arese, la SiGe srl, che sarebbe stata «indotta ad acquistare una fornitura civile ed industriale ad un prezzo maggiorato, in modo da costituire una provvista corruttiva a beneficio dei due amministratori pubblici ed un commercialista, soci di fatto e di diritto della società che aveva fornito il gas nell’ambito dell’operazione»;
la SiGe srl di Lainate, che opera nella produzione e servizi di gas e metano, ha sede a Lainate (Milano), secondo gli inquirenti risulta riconducibile agli stessi Fornaro e C.; La SiGe intermediava gli acquisti di gas per conto dei comuni consorziati – Arese, Pogliano Milanese, Nerviano e Lainate – ricaricando costi impropri sulla distribuzione per ottenere fondi extra contabili;
attraverso una interrogazione presentata il 28 giugno 2011 dai consiglieri di minoranza si fa riferimento a informazioni riportate dalla stampa locale, nelle quali emerge che la Società municipale Gas SMG, successivamente all’ingresso nel capitale della società SiGe srl, e con la consulenza commerciale del signor Marzio Buscaglia (arrestato in dicembre 2010 con accusa di truffa e riciclaggio), avrebbe perfezionato contratti di fornitura del gas con la società Unogas Spa per l’annata 2010/2011 al prezzo di 0,27 euro per metro cubo, contro un prezzo che sarebbe stato concordato inizialmente fra Unogas stessa e i consulenti commerciali di SMG e SiGe pari a 0,25 euro per metro cubo;
nell’interrogazione si fa notare che la differenza fra i due prezzi, che sarebbe pari a ben 0,02 euro per metro cubo (ovvero l’8 per cento del presunto prezzo di acquisto iniziale) praticata nel settore del gas è fuori da ogni corrente logica di mercato riferita a procacciamento di affari, commissione di intermediazione o mark-up di vendita;
sempre la stampa riporta di una successiva rinegoziazione del prezzo pattuito, sceso da 0,27 a 0,253 euro. La stampa riporta inoltre che dal 31 maggio 2011 l’amministratore di SMG avrebbe sollevato il problema dell’eccessivo ricarico con la società Unogas, senza ricevere risposta;
a conti fatti, per quanto dichiarato alla stampa dall’amministratore di SMG l’abnorme differenza vale circa 300.000 euro all’anno, e si sarebbe tradotta (nel periodo in cui il contratto sarebbe stato in vigore con la tariffa di 0,27 euro al metro cubo) in un danno per i clienti di SMG quantificabile fra 20 e 30 euro per utenza;
precedentemente sempre i consiglieri dell’opposizione in una interrogazione del 2 aprile 2011 facevano presente che la società Gesem nel giugno del 2010 interrompeva la partnership con la società EON, riacquistando le quote sociali detenute in SMG, poi cedute nel settembre successivo alla Società SIGE Società Italiana Gestione Energia srl, costituita sei mesi prima con un capitale di 10 mila euro;
nel 2007 Gianluigi Fornaro all’epoca assessore comunale alla vigilanza e trasporti del comune di Arese fu indagato per abuso d’ufficio in merito ad una indagine, coordinate dal vice questore aggiunto Maria Josè Falcicchia e dal pubblico ministero della Direzione distrettuale antimafia Laura Barbainsulla, su infiltrazione della ‘ndrangheta nel territorio che portò agli arresti venti persone e 73 indagate tutte collegate alle storiche cosche calabresi che da sempre operano nel campo del traffico internazionale di droga e degli affari borderline: i Morabito, i Bruzzaniti e i Palamara -:
se risultino vere le notizie riportate e quali iniziative sono state avviate per far luce dei rapporti che hanno portato alla truffa nei confronti dei cittadini;
se, viste anche le precedenti indagini del 2007, non si possa configurare anche un rapporto con le organizzazioni mafiose e se non ritenga opportuno inviare una commissione d’accesso e nel caso configurare la possibilità di sciogliere il consiglio comunale e inviare un commissario prefettizio;
se non ritenga opportuno verificare la sussistenza dei presupposti per l’applicazione degli articoli 141 e 142, o altri, del decreto legislativo n. 267 del 2000.
(5-05625) http://www.pdlainate.com/word/page/11