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Centro commerciale sì Centro commerciale no

alfa-aerea-sudovestRHOARESE –  A Rho il centro commerciale previsto sull’ex area Alfa Romeo nessuno lo vuole. Ad Arese  contro, quattromila cittadini capeggiati dal Comitato Difendiamo Arese sulle cui orme si stanno muovendo pure i lainatesi. Garbagnate è fuori da mesi dall’Accordo di Programma e ora tra un rimpasto e l’altro, tra una litigata e l’altra, il sindaco Leonardo Marone è riuscito (con sua grande soddisfazione) a farsi approvare in consiglio comunale quello sull’area PE4.
Sbloccata l’impasse della campagna elettorale  e delle elezioni regionali, ora tutti guardano ai nuovi equilibri fra i partiti per capire l’effettiva volontà politica sulla realizzazione alle porte di Milano della mega struttura di vendita da 77mila metri quadrati (45mila netti di vendita) cui sono legati 29 milioni di oneri di urbanizzazione, che in base alle metrature, l’Aglar di Brunelli dovrà sborsare alle amministrazioni locali interessate. Di questa cifra, 24,5 milioni sono destinati alla realizzazione delle strutture di viabilità e 4,5 milioni a un fondo destinato al sostegno del commercio, ulteriormente incrementato di altri 500mila euro di finanziamenti pubblici. All’Iper si aggiungeranno spazi commerciali da vendere o affittare, la ricettività, i camminamenti, i magazzini, gli uffici, le celle frigorifere e il parcheggio interno.

 

Nel gioco delle parti, si scontrano due filosofie contrapposte: quella dei cittadini del territorio, interessati a tutelare il lavoro e la loro qualità di vita e quella delle amministrazioni pubbliche, interessate a garantirsi per i prossimi anni una cospicua rendita Ici, volta a compensare quella perduta dalla progressiva dismissione dell’Alfa Romeo. La nuova rendita tributaria sarà ripartita tra Arese, Lainate e Rho in base alle percentuali territoriali di ognuno.

 

Strette e costrette nel patto di stabilità e penalizzate dalla continua riduzione dei trasferimenti statali le varie giunte, pur di non alzare le tasse e tenersi buono il proprio elettorato, hanno finito per fare cassa con le concessioni edilizie. In questa situazione, gli operatori economici e finanziari rappresentano il potere forte. I cittadini quello debole. Ecco perché mentre infuriano le proteste e alcune forze politiche prendono le distanze dal progetto, ce ne sono altre che da dietro le quinte si dicono sicure della prossima ratifica dell’Accordo nei consigli comunali, appena i comuni avranno raggiunto l’intesa sulla divisione del fondo per il commercio di 5 milioni di euro volto a risarcire i negozianti locali.

 

L’Amministrazione che rischia più di tutte è Rho, in quanto il centro commerciale insiste sul suo territorio solo per uno spicchio dell’8%. Ciò significa una bassa rendita Ici e un mancato introito tributario in caso di chiusura dei negozi locali. Cui si aggiunge un pugno di mosche dal Fondo del commercio. Dimezzato se nell’adp dovesse rientrare anche Garbagnate.

 

Tirando le somme, se l’attuale progetto Adp dovesse naufragare, a essere contenti non sarebbero solo lavoratori e cittadini ambientalisti.

Ombretta T. Rinieri