ARESE – Da nove anni la Finlandia è il paese europeo in cima alla lista del rapporto Pisa-Ocse. Oltre a crescere (da 548 a 563 punti), dimostra un buon livello di rendimento di tutti i suoi alunni. Il segreto sta in un mix di attenzioni fisiologiche, pedagogiche, didattiche, sociali ed economiche. Il ciclo obbligatorio dura 9 anni, divisi in 6 di scuola elementare e 3 di medie inferiori. Un bambino non inizia mai prima dei sette anni compiuti, cioè quando le sue esigenze di apprendimento motorio diminuiscono per lasciar posto a quelle più cerebrali e alla sua naturale capacità di stare seduto più a lungo. Nella scuola primaria, che dura sei anni, le ore sono di 45 minuti seguite sempre da un intervallo all’aria aperta di quindici in modo da ‘ricaricare’ l’attenzione degli alunni. I voti vanno da 4 a 10. L’orario non supera le 4 o 5 ore al giorno per cinque giorni la settimana. Mai compiti durante il fine settimana, le vacanze natalizie ed estive.
Nella norma si lavora molto in classe, mentre i compiti giornalieri a casa non superano le due ore. Non sono ammesse perdite sociali, per cui vi è un insegnante di supporto per i ragazzi meno dotati o svogliati. La matematica è fra le materie fondamentali e viene insegnata con l’applicazione concreta di concetti astratti.
Nel secondo ciclo i ragazzi seguono molte materie obbligatorie, soprattutto scientifiche, e molte altre facoltative: musica, danza, arti visuali e attività manuali.
L’accesso al liceo statale avviene a 16 anni ed è facoltativo. Gli insegnanti sono ben retribuiti (2500 euro lordi lo stipendio di ingresso), ben formati nei master post-universitari, sono motivati e godono di un notevole prestigio sociale, perché in Finlandia l’istruzione è considerata la chiave dello sviluppo economico e tecnologico. Vi investe l’11,2% della spesa pubblica. Il 6,5% del Pil nazionale. Sulla stessa lunghezza d’onda della Finlandia anche paesi come Olanda e Danimarca.
O.T.R.